Storia

Le origini

L’Istituto Statale d’Arte “Paolo Toschi” ha sede nell’ala del palazzo farnesiano della Pilotta che su viale Toschi fronteggia il torrente Parma ed occupa gran parte di quegli ambienti che nel 1752 il duca di Parma Don Filippo di Borbone aveva destinato all’Accademia di Belle Arti e ove ebbe anche sede la Stamperia Reale diretta da Giambattista Bodoni (Saluzzo, 1740 – Parma, 1813) che qui esercitò l’attività di tipografo che lo rese famoso nel mondo.

L’Accademia settecentesca si impose a livello europeo per la modernità dei suoi statuti e per il prestigio dei suoi concorsi, cui partecipò, tra gli altri, nel 1771 l’allora giovane promettente pittore spagnolo Francisco Goya. Fra gli Accademici professori si ricordano Ennemond Alexandre Petitot, architetto di corte e insegnante di architettura, e lo scultore Jean Baptiste Boudard. Annessa all’Accademia, una particolare scuola serale curava l’istruzione degli artigiani.

Dopo la soppressione napoleonica, con la duchessa Maria Luigia l’Accademia recuperò l’antica fama grazie alla direzione del grande incisore parmense Paolo Toschi e all’insegnamento dell’architetto Nicolò Bettoli, dello scultore Tommaso Bandini, del pittore Giambattista Borghesi. Nel 1877 l’Accademia di Belle Arti viene scissa nel Collegio Accademico, con finalità culturali, e nell’Istituto di Belle Arti, con finalità didattiche.

 

Veduta del Palazzo della Pilotta primi del '900

 

L’Istituto, a partire dal 1883, diventa Scuola d’Arte Applicata all’Industria. Con la riforma Gentile del 1923 viene fondato il Regio Istituto d’Arte “Paolo Toschi”, articolato in tre sezioni: Scenotecnica, Decorazione, Architettura, alle quali nel 1940 se ne aggiungerà una quarta, Grafica. All’epoca, fino al 1970, i corsi erano di durata triennale e si concludevano con la Licenza di Maestro d’Arte. Viene successivamente attivato un biennio terminale che consente l’acquisizione del Diploma d’Istruzione Artistica. Tale configurazione (triennio + biennio) rimane nell’attuale corso ordinamentale serale, mentre nel corso diurno dal 1995 è stata introdotta la sperimentazione coordinata assistita “Michelangelo”, ormai passata in ordinamento, che prevede quattro sezioni: Architettura, Grafica, Pittura e Decorazione Pittorica, Rilievo e Catalogazione di Beni culturali; dal 1998 il corso di Discipline dello Spettacolo ha preso il posto dello storico indirizzo di Scenotecnica. Dal 2010-11, per effetto della riforma, la scuola ha assunto la denominazione di Liceo Artistico.

In seguito alla sua origine dall’antica Accademia, l’Istituto ha ricevuto in dotazione un patrimonio considerevole di opere d’arte, costituito da sculture, dipinti, disegni e incisioni, preziosi calchi in gesso e libri antichi che, custoditi in prestigiosi ambienti (Gipsoteca, Aula Magna, Atrio monumentale, Biblioteca, Museo Toschi) sono a disposizione di studenti e studiosi.

 

La Figura di Paolo Toschi

Il grande artista esordisce nell’ambito dell’Accademia Parmense di Belle Arti come allievo di Pittura e inizia la pratica dell’incisione alla scuola del Ravenet, completando successivamente la sua formazione a Parigi ove approfondisce la tecnica del bulino e dell’acquaforte.

Direttore della stessa Accademia dal 1820, avvia una scuola d’incisione che, divenuta in breve famosa e frequentata da studenti provenienti da ogni parte d’Europa, verrà in seguito inserita come sezione d’insegnamento nell’Accademia.

Grande ammirazione, per la perfezione tecnica del bulino, suscitano le sue traduzioni dei cicli pittorici di Correggio e Parmigianino, promosse come strumenti di divulgazione del bello dalla politica illuminata della duchessa Maria Luigia, che contribuiranno a diffondere nel mondo la fama della grande scuola pittorica parmense cinquecentesca.

Consigliere di Maria Luigia e più tardi sovrintendente della Galleria Ducale, ne cura l’ampliamento e il riordino e dal 1821 al 1829 è incaricato di progettare l’apparato decorativo e l’arredo del Teatro Regio.

 

Dalle opere e dalle parole di Paolo Toschi l’Istituto d’Arte, che a lui s’intitola, trae costante stimolo per la formazione degli allievi “atti ad apprendere l’arte nostra e studiarla con amore”.

incisionetoschi

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